lunedì 24 ottobre 2016
Il caso clinico di Manolo Gabbiadini
L'ho sempre difeso, contro tutto e contro tutti. Sono stato il primo a condannare i fischi che buona parte della tifoseria gli ha attribuito al momento dell'uscita dal campo contro la Roma, dopo una partita giocata oggettivamente male e non tutto per colpa sua. Ma Manolo Gabbiadini è diventato un vero caso clinico. E il Napoli dovrà averci a che fare fino almeno al prossimo mese di gennaio.
Tutto è iniziato nel mese di gennaio 2015, quando la società partenopea decise di acquistarlo come esterno o seconda punta, sostituendo l'allora infortunato Insigne e il già ceduto Pandev. Dopo una gran prima parte di stagione con la Sampdoria, Manolo riuscì a confermarsi segnando 11 gol in cinque mesi, molti dei quali da subentrante. Nella stagione scorsa, il suo genio fu offuscato da quel tizio argentino innominabile.
Questa sarebbe dovuta essere la stagione buona, nonostante l'arrivo ad agosto del forte attaccante polacco Arkadiusz Milik. Dopo il grave infortunio di quest'ultimo, Gabbiadini aveva una grandissima chance, quella di caricarsi l'intera squadra e mostrare tutta la sua qualità. Fino a ieri, il giovanotto ha mostrato tutta la sua timidezza. Ma contro il Crotone, Manolo ha deciso di sfogarsi, di esternare le sue sensazioni. Ma nel modo sbagliato.
Quella reazione al pur duro fallo di Ferrari è ingiustificabile. Bisognava reagire, ma non così. Dovevi mantenere la calma, caro Manolo... che l'espulsione è sacrosanta nonostante l'evidente juventinità dell'arbitro Mazzoleni. Ed ora Gabbiadini rischia di beccarsi almeno due giornate di squalifica, se non tre o quattro. Con tutta probabilità, salterà la partita contro quei brutti ceffi con la maglia bianconera. E ha inguaiato tutto l'attacco partenopeo, con Sarri che dovrà fare i salti mortali per inserire il tridente giusto. Da psicanalisi.
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