mercoledì 2 novembre 2016

Ah se avessimo una prima punta...

Arkadiusz Milik
Il Napoli non è riuscito ad espugnare il campo del Besiktas nonostante una prestazione più che convincente. Nelle ultime partite sta andando sempre così: gli azzurri di Sarri dominano facilmente l'avversario in campo, ma non riescono a concretizzare fino in fondo. Perché?

Il primo motivo va attribuito sicuramente alla sfortuna, dato che nelle ultime settimane non ne gira una a nostro favore. Basti pensare all'essere innominato che ci segna un gol allo Stadium sul suo unico tiro in porta, o alla Dinamo Kiev che sbaglia un rigore per noi decisivo contro il Benfica in Champions League

La seconda causa è invece dovuta alle disattenzioni che ultimamente ci caratterizzano. Nella partita contro la Vecchia Baldracca, Ghoulam ha regalato due gol agli avversari. Nella gara di andata contro i turchi, Jorginho ha effettuato un retropassaggio sciagurato ad Aboubakar e Reina non era uscito in occasione del loro terzo gol (peraltro in fuorigioco). E ieri sera Maksimovic è intervenuto allargando il braccio e regalando un rigore alla concorrenza.

Ma ciò che fa più parlare e disperare è la mancanza di una prima punta. Dopo l'addio del traditore argentino, il Napoli aveva acquistato il forte polacco Arkadiusz Milik, infortunatosi nel corso di un match con la propria nazionale. Senza di lui, fare gol è diventato quasi impossibile. Gabbiadini non è e non sarà mai una prima punta, mettiamoci l'anima in pace. Il mercato degli svincolati non è così allettante e lì davanti si fa molta fatica.

Ed è un vero peccato. Ci servirebbe qualcuno che possa concretizzare le numerose occasioni che costruiamo in ogni partita. Dobbiamo invece affidarci a giocate estemporanee e a colpi di fortuna, che ovviamente nelle ultime settimane non esistono. Qui due cose bisogna fare: o sperare che il mitico Arkadiusz torni il prima possibile, o muoversi nel mercato di gennaio vendendo Gabbiadini al miglior offerente e comprando al suo posto un vero attaccante.

E chi può essere l'attaccante che può fare al caso nostro? Io punterei sull'usato sicuro. Un Duvan Zapata di ritorno dal prestito all'Udinese potrebbe essere quel centravanti di peso e sostanza che risolverebbe un bel po' di grattacapi. Il colombiano sta crescendo in misura esponenziale e con pochi spiccioli potrebbe tornare alla base, senza svenarsi più di tanto. Poi, certo, si parla anche di Pavoletti, Zaza, Jackson Martinez e così via. Ciò che conta è che sia una punta. Vera. Solo così potremo mirare a risultati importanti. Altrimenti... si soffre.

martedì 1 novembre 2016

Napoli, in Turchia ci si gioca già una stagione

Aboubakar sfugge a Chiriches e firma il 3-2 del Besiktas al San Paolo

È vero: siamo solo al 1°novembre e c'è tutto il tempo per invertire la rotta. Ma il match tra Besiktas Napoli decide già buona parte della stagione azzurra (e anche dei turchi). E non possiamo assolutamente perderlo.

Oggi alle 18.45, i partenopei devono riscattarsi dalla sfortunata sconfitta subita in casa della Juve e, soprattutto, dal clamoroso 2-3 del San Paolo di due settimane fa. Un risultato negativo dovuto soprattutto ad una serie infinita di disattenzioni difensive, con Jorginho che ha scelto di effettuare avventati passaggi all'indietro e Pepe Reina che avrebbe dovuto uscire nel terzo gol di Aboubakar.

Nel gioco, il Napoli dovrebbe ripetere la prestazione dello Stadium. Certo, lì davanti ci vuole molta più concretezza e si spera che Gabbiadini, pronto a rientrare dopo due turni di squalifica in campionato, possa finalmente iniziare a dare il suo contributo. Dovrebbe esserci anche Insigne, nonostante le ultime discussioni con mister Sarri per la discussa (anche da me) sostituzione contro la Juventus.

Cosa altro aggiungere? Credo nulla. Dobbiamo soltanto fare il tifo per i nostri beniamini. E uscire indenni dal Vodafone Arena di Istanbul. Stasera conta solo il risultato finale, non il bel gioco.

domenica 30 ottobre 2016

Napoli e Juventus: la differenza tra "noi" e "loro"




Ebbene sì, ieri sera ci hanno battuto di nuovo. In maniera immeritata, come l'anno scorso. E con l'aggravante del gol decisivo segnato dall'uomo più odiato di Napoli. Nonostante tanti risultati a noi avversi, l'orgoglio e la passione nei confronti del Napoli resta intatto. Siamo sicuri che per chi fa il "tifo" per la banda Bassotti sia lo stesso? Assolutamente no. Anzi. Ecco quali sono le differenze tra "noi" e "loro". Nette ed inequivocabili.

Questi siamo "noi". Diciamoci la verità, il nostro caro Napoli non può vantare un palmares così straordinario. Gli scudetti sono solo due ed ottenuti grazie all'avvento del Dio del calcio. Abbiamo pure conosciuto il baratro della Serie C, ma al San Paolo c'erano anche oltre 60mila persone. La città si veste di colori e adora i suoi beniamini, anche quando i risultati sono poco soddisfacenti. Il Napoli rappresenta Napoli e i veri (tanti) tifosi non cambierebbero questa squadra con nessun'altra. Il club sembra davvero nato per emozionare con le sue gioie e delusioni, cadute e risalite. E piace così com'è, pure quando fa incazzare.


Diverso è il discorso che riguarda "loro". Senza le sue "vittorie" e la sua "bacheca", la Juventus avrebbe tre o quattro tifosi in totale. È un club che non rappresenta una città, non ha alcun prestigio, non ha un minimo di classe, non ha eleganza, non ha storia, non ha un pizzico di romanticismo. Non ha nemmeno i colori sociali, pensa te. È una robaccia costruita al laboratorio con l'unico scopo di "vincere", sempre e comunque. E del "come" non interessa a nessuno: si sorregge soltanto su una collezione di trofei basati sul nulla, ottenuti grazie alla potenza economica derivante della Fiat e a tanti sotterfugi di qua e di là.


Mettetevi ora nei panni di uno spettatore neutrale. Vi appassionerebbe di più una società che "vince" miliardi di trofei in maniera indecorosa o un'altra che vince molto di meno, ma emoziona in ogni partita. Esprimetevi. Io non avrei dubbi, ma non sono neutrale. E nemmeno obiettivo. Sono semplicemente tifoso della squadra della mia città. E ne sarò sempre orgoglioso. Forza Napoli sempre!

sabato 29 ottobre 2016

Caro Sarri, ecco perché devi avercela sulla tua coscienza



Caro mister Maurizio Sarri, ti ho sempre apprezzato come allenatore e come persona. Ma stasera, se il Napoli ha perso immeritatamente contro quei vermi, la colpa è tua almeno per il 70%. Il resto lo attribuisco a Ghoulam che ha regalato due reti agli avversari (a proposito, GHOULAMMAMMT)... ma ce l'hai sulla coscienza, caro mister Sarri.

Al 60mo minuto l'hai fatta grossa. L'hai persa tu, soltanto tu. Insigne stava clamorosamente giocando bene, stava facendo tremare la difesa biancozera, la superava con grande regolarità. Il buon Lorenzo, fino ad oggi criticato, aveva pure firmato un assist al bacio per Callejon e lo aveva mandato in rete. Ma tu, caro mister Sarri, lo hai messo fuori.

Lo hai sostituito, per motivi che soltanto tu conosci. O forse non li conosci nemmeno tu. Hai messo in campo Giaccherini che andava come una lumaca. Perché lo hai fatto??? Perché??? Mannaggia alla capa tua. Mannaggia alla tua testardaggine. Maledetto. Hai distrutto i sogni di una città. E quei ladri malefici di certe cose se ne approfittano. Esseri orribili. Disgustosi.

E comunque... non a caso, quella Lota Suprema ha segnato al minuto numero 71. I casi della vita... E il Male vince sempre sul Bene, pure se il Bene gioca meglio. Il Male ti fotte con il culo e la cazzimma.

Caro Napoli, come battere quei brutti tizi scoloriti?



Cosa bisogna fare per battere quella squadra senza colori, perlopiù in casa sua? Quali magheggi deve mettere in pratica il Napoli per riuscire in un'impresa titanica ed impossibile? Ecco alcune idee.

1. Giocare meglio di loro. Ma sono sicuro che non potrà mai bastare.

2. Fare un gol più di loro. Ma il sestetto arbitrale ce ne annullerà almeno uno se non due... quindi non sarà sufficiente.

3. Guadagnarsi un calcio di rigore. EEEEHHHHH? Un arbitro che fischia un rigore contro la Rubentus allo Stadium? Mai successo.

4. Comprare gli arbitri. Ecco, questo potrebbe andare bene. Ma sicuramente i bianconeri investiranno una cifra di denaro superiore. Di conseguenza, idea inutile.

5. Comprare gli avversari. Ma non è nel nostro modo di fare... lo fa soltanto la Vecchia Baldraccanei confronti dei SUOI avversari.

6. Sperare in uno 0-3 a tavolino. Ma non succederà mai, la FIGC protegge la Fiat che la sponsorizza e le permetterà qualsiasi malefatta.

7. Sperare in un colpo di culo. Ma questo è impossibile: i buoni non hanno mai fortuna contro i cattivi. Semmai, il contrario.

8. Sperare nell'Apocalisse. E questa mi sembra l'idea più consona.

Di conseguenza, per andare a battere quei tizi orribili... bisogna attendere che il miracolo scenda dall'alto. Altrimenti, non c'è nulla da fare. Non si può fare altro che arrendersi davanti all'evidenza: quella squadraccia è troppo potente per chiunque.

venerdì 28 ottobre 2016

Napoletani juventini: qual è il loro senso nella nostra società?



Ebbene sì, domani sera ci sarà la partita attesa da tutti i tifosi italiani, non solo tifosi napoletani e tifosi per quella squadraccia lì. Allo Stadium di Torino sarà battaglia vera. Gli spettatori neutrali si divertiranno. Quelli non neutrali come me... un po' meno.

Quelli che sicuramente non avranno neanche un secondo di divertimento saranno gli juventini del Sud. In particolare, i napoletani juventini. Coloro che fanno il tifo per chi ci augura di lavarci col fuoco del VesuvioOggi voglio analizzare questa gentaglia e rispondere ad una semplice domanda: qual è il loro senso nella nostra società? Potrei archiviare la questione con un rapido ed indolore "NESSUNO". Ma non lo faccio.

Si tratta di un fenomeno da analizzare nei minimi dettagli, dal significato ancora alquanto dubbio. Come fa una persona napoletana a tifare per il proprio nemico? Il primo motivo è molto chiaro: perché "vince". E ho messo il "vince" tra virgolette perché considero i mezzi con i quali riesce a farlo. Vi lascio spazio ad ogni tipo di interpretazione. Ebbene sì, il 90-95% dei napoletani che sostengono quel club di truffatori lo fa proprio per sentirsi superiore rispetto a chi tifa per qualcun altro. 

Nella nostra società esiste una certa tendenza a parteggiare per il più forte, semplicemente perché è più facile e si "vince" più facilmente. Se un napoletano juventino vi dirà che tifa per i Gobbi perché hanno stile, sono simpatici o qualcos'altro, non credetegli. È una menzogna. Tifa per loro perché "vincono". Stop. Adorano fare collezione di scudetti e trofei acquisiti in maniera sporca. È il loro metodo per sentirsi importanti nella società. Non a caso, tante persone del Centro-Sud Italia tifano per quei cosi bianconeri perché la loro squadra non è a quei livelli e milita nelle divisioni inferiori. Coincidenze? Non credo.

Personalmente, sono fiero di aver tifato per il NAPOLI anche in Serie C, quando giocava in casa con il Cittadella o nel campo del Pizzighettone. Da napoletano verace, mi sembra il minimo. E pure se quegli orribili tizi scoloriti ce la faranno sporca ancora una volta (cosa altamente probabile), continuerò a sostenere gli azzurri. Senza se e senza ma.

giovedì 27 ottobre 2016

Dries Mertens, il centravanti tascabile


Prima l'addio di quell'essere orripilante passato alla concorrenza più meschina dell'universo. Poi l'infortunio di Arkadiusz Milik (a proposito, si sta allenando come un forsennato per tornare in campo il prima possibile). Infine, la follia di Manolo Gabbiadini e le due giornate di squalifica, in seguito a prestazioni poco soddisfacenti.

Quello della prima punta è diventato un autentico caso. Maurizio Sarri sta facendo di tutto per risolvere tale problema e in qualche modo nel secondo tempo contro il Crotone e nel match contro l'Empoli c'è riuscito, seppur a fatica. Ci sta pensando lui, Dries Mertens. Lo scugnizzo belga, napoletano d'adozione. Manca soltanto la cittadinanza.

1 metro e 69 centimetri di qualità, grinta e classe. Contro i toscani, il piccolo Dries ha cercato di non far sentire la mancanza di un attaccante vero. Se l'è cavata più che egregiamente, soprattutto grazie alla capacità di muoversi tra le linee e alla voglia di dare tutto per la maglia azzurra. E il gol segnato è tipico di chi sa stare al posto giusto e al momento giusto.

Ci servirà proprio lui, il centravanti tascabile, per uscire da quello stadio orribile contro quei brutti cosi con un risultato positivo. Certo, con l'aiuto di un Insigne che torni a fare l'Insigne e un Callejon incisivo anche in fase offensiva. Speriamo bene.

lunedì 24 ottobre 2016

Il caso clinico di Manolo Gabbiadini



L'ho sempre difeso, contro tutto e contro tutti. Sono stato il primo a condannare i fischi che buona parte della tifoseria gli ha attribuito al momento dell'uscita dal campo contro la Roma, dopo una partita giocata oggettivamente male e non tutto per colpa sua. Ma Manolo Gabbiadini è diventato un vero caso clinico. E il Napoli dovrà averci a che fare fino almeno al prossimo mese di gennaio.

Tutto è iniziato nel mese di gennaio 2015, quando la società partenopea decise di acquistarlo come esterno o seconda punta, sostituendo l'allora infortunato Insigne e il già ceduto Pandev. Dopo una gran prima parte di stagione con la Sampdoria, Manolo riuscì a confermarsi segnando 11 gol in cinque mesi, molti dei quali da subentrante. Nella stagione scorsa, il suo genio fu offuscato da quel tizio argentino innominabile.

Questa sarebbe dovuta essere la stagione buona, nonostante l'arrivo ad agosto del forte attaccante polacco Arkadiusz Milik. Dopo il grave infortunio di quest'ultimo, Gabbiadini aveva una grandissima chance, quella di caricarsi l'intera squadra e mostrare tutta la sua qualità. Fino a ieri, il giovanotto ha mostrato tutta la sua timidezza. Ma contro il Crotone, Manolo ha deciso di sfogarsi, di esternare le sue sensazioni. Ma nel modo sbagliato.

Quella reazione al pur duro fallo di Ferrari è ingiustificabile. Bisognava reagire, ma non così. Dovevi mantenere la calma, caro Manolo... che l'espulsione è sacrosanta nonostante l'evidente juventinità dell'arbitro Mazzoleni. Ed ora Gabbiadini rischia di beccarsi almeno due giornate di squalifica, se non tre o quattro. Con tutta probabilità, salterà la partita contro quei brutti ceffi con la maglia bianconera. E ha inguaiato tutto l'attacco partenopeo, con Sarri che dovrà fare i salti mortali per inserire il tridente giusto. Da psicanalisi.

domenica 23 ottobre 2016

IL COMMENTO - Il Napoli vince a Crotone, ma non ci siamo



Il Napoli centra il successo contro un Crotone men che mediocre, ma la prestazione non soddisfa nessuno. Se poi aggiungiamo la stupida espulsione di Gabbiadini per un fallo di reazione su Ferrari e si pensa che l'unico giocatore che si avvicina vagamente all'essere una punta non ci sarà per almeno due giornate... il quadro non è dei più rosei.

Gli azzurri hanno commesso numerosi errori in fase difensiva, regalando numerosi disimpegni alla squadra-materasso della Serie A. Dopo un buon primo quarto d'ora iniziale culminato con la rete di Callejon, la squadra di Sarri ha iniziato a fare un po' più di fatica. Il rosso all'attaccante è stato subito attenuato dal 2-0 di Maksimovic su calcio d'angolo. E meno male. Certo, giocare più di un tempo in 10 contro 11 non è facile. Ma siamo poco brillanti, senza dubbio.

Nella ripresa, Sarri ha pensato soprattutto ai prossimi impegni facendo uscire Callejon e Mertens e inserendo Giaccherini ed El Kaddouri. Inoltre, ha scelto di lasciare in panchina Insigne. Ed ecco già pronto il tridente per il match casalingo contro l'Empoli. Nel finale, il gol della bandiera di Rosi ha fatto soffrire più di qualche tifoso. Ma i calabresi, al loro esordio allo stadio Ezio Scida nella massima divisione, sono stati ben poca cosa.

Meglio così. La classifica torna a sorridere e il Napoli è terzo in attesa del posticipo tra Roma e Palermo, dopo il quale molto probabilmente sarà quarto. Mercoledì al San Paolo arriverà l'Empoli, mentre sabato giocheremo contro gli Innominabili più odiati d'Italia. E lì ce la vedremo brutta, se andiamo avanti in questo modo.

venerdì 21 ottobre 2016

Marko Rog, l'oggetto misterioso di mister Sarri



Come tutti i tifosi partenopei sanno, nella scorsa sessione di mercato il Napoli ha acquistato anche un giovane centrocampista croato. Si chiama Marko Rog, ha 21 anni e in patria è considerato come l'erede naturale di Luka Modric, regista che sta facendo faville prima nel Tottenham e poi nel Real Madrid.

L'acquisto del giovane centrocampista che può agire anche da trequartista risale allo scorso 29 agosto. La società azzurra ha versato ben 13,5 milioni di euro nelle casse della Dinamo Zagabria, squadra precedentemente proprietaria di Rog. Oggi siamo al 21 ottobre, e di Rog non vi è alcuna traccia. Mister Sarri sembra non vederlo neanche di striscio. Che fine ha fatto? Perché viene considerato in linea di successione come il sesto centrocampista del Napoli in ordine di rilevanza?

Eppure il ragazzo di classe ne ha da vendere. Il giovanotto originario di Zagabria può contare già 6 presenze in nazionale e ha esordito agli scorsi Europei in Francia, subentrando all'82mo minuto del match vinto 2-1 contro la Spagna. Ma Sarri non lo calcola. Forse perché non si è ancora integrato negli schemi del tecnico? Forse perché semplicemente non gli piace? Non lo sappiamo, ma intanto aspettiamo di vederlo all'opera. Prima o poi.